LO ZAFFIRO

Lo zaffiro è una varietà del corindone, minerale fortemente allocromatico e unica sostanza nella scala di Mohs ad avere durezza pari a 9. In particolare, il corindone è uno zaffiro quando chimicamente si presenta come ossido di alluminio. Quando al termine zaffiro non vengono postposti aggettivi che ne specificano il colore si indica la gemma di colore blu – azzurro. In natura esistono però zaffiri di altro colore, anch’essi utilizzati in gioielleria e altrettanto pregiati, come lo zaffiro verde, lo zaffiro rosa o lo zaffiro giallo.
La luce, e in particolare il modo in cui essa penetra e attraversa la pietra, ha un’importante influenza sul colore della gemma. Questa pietra infatti è caratterizzata dal fenomeno della doppia rifrazione. Il raggio di luce che la attraversa si scinde in due, per questo motivo se osserviamo un oggetto attraverso il cristallo lo vediamo lievemente sdoppiato. Questo fenomeno dona allo zaffiro diverse e affascinanti sfumature.
Il colore blu – azzurro è dovuto ad inclusioni di rutilo e di ematite. A volte queste inclusioni possono essere aghiformi incrociate dando così vita al fenomeno dell’asterismo e al cosiddetto zaffiro stellato. Si viene infatti a creare uno schema a forma di stella a sei raggi, nel caso sia solo il rutilo ad essere aghiforme, o a dodici raggi, quando sia rutilo che ematite assumono la forma “a stella”. In questo ultimo caso, i dodici raggi saranno: sei biancastri (quelli del rutilo) e sei dorati (per l’ematite). Il valore dello zaffiro con asterismo è fortemente correlato alla visibilità e intensità della stella.
Gli zaffiri si trovano generalmente in rocce metamorfiche o in magmi poveri di silice e nei loro depositi alluvionali. I giacimenti più importanti al mondo sono quelli dello Sri Lanka (in particolare le gemme dell’isola di Ceylon sono le più rinomate al mondo), dell’Australia, della Birmania e della Thailandia. Esistono giacimenti di zaffiri anche in Italia, ed in particolare sul monte Terminillo.

Taglio

I tagli più diffusi per lo zaffiro sono i tagli ovale e rotondo “a faccette”, vi sono però anche begli zaffiri tagliati a baguette o a cuore. Per quanto riguarda invece lo zaffiro stellato, il taglio che ne esalta maggiormente l'asterismo è il cabochon. Tramite questo taglio si cerca di fare in modo che il centro della stella appaia vicino alla sommità della pietra.

Cenni storici

Ad oggi non vi è certezza sull'origine della parola zaffiro che potrebbe venire dal greco sappheiros (azzurro) oppure dall'ebraico sappir (la cosa più bella). In ogni caso lo zaffiro è stato da sempre una pietra molto amata e il suo nome riporta alla mente una specifica tonalità di blu, anche Dante nel primo canto del Purgatorio scrive “Dolce color d'oriental zaffiro” per indicare l'azzurro intenso del cielo prima dell'alba.

Produzione sintetica

La prima sintesi dello zaffiro si deve al francese Auguste Verneuil che nel 1902 sviluppò un processo per la produzione artificiale di cristalli di zaffiro. Ad oggi esistono cinque metodi di sintesi della gemma. È possibile distinguere lo zaffiro naturale da quello sintetico tramite l'osservazione al microscopio delle inclusioni interne oltreché naturalmente tramite analisi spettrometriche.
Lo zaffiro sintetico è molto usato per la produzione degli schermi protettivi dei quadranti degli orologi, avendo infatti una durezza pari a 9 sulla scala Mohs è quasi inscalfibile.

Curiosità

Lo zaffiro più famoso al mondo è lo “Star of India”, uno zaffiro stellato di 563 carati che si trova presso il museo di storia naturale di New York. Esso è lo zaffiro blu più grande ma non lo zaffiro stellato con il maggior peso in assoluto. Questo primato spetta infatti al “Black Star of Queensland” che pesa ben 733 carati, oggi di proprietà di un anonimo collezionista.
Lo zaffiro blu è la pietra dei nati in settembre e del quarantacinquesimo anniversario di matrimonio.