IL RUBINO

Il rubino è una varietà del corindone, minerale fortemente allocromatico e unica sostanza nella scala di Mohs ad avere durezza pari a 9.
Il corindone prende il nome di rubino quando, a causa di inclusioni di cromo, presenta un colore rosso con tonalità che vanno dal rosso più vivo (questo è il colore tipico della famosa varietà di rubino chiamata “sangue di piccione”) al rosato.
I rubini si trovano generalmente in rocce metamorfiche. I giacimenti più importanti al mondo sono quelli Birmani, ma se ne trovano anche in Sri Lanka, Siam, Vietnam, Thailandia, Cina, Tanzania e Madagascar. Esistono giacimenti di rubini anche in Italia, ed in particolare sul monte Terminillo, ma si tratta di cristalli molto piccoli (1mm o 2mm).

Taglio

Generalmente i cristalli di rubino non sono particolarmente grandi, soprattutto se si cercano rubini con elevata trasparenza. Per questo motivo, vengono considerati eccezionali i rubini limpidi che hanno un peso superiore a 10 carati.
La qualità del rubino grezzo ha una grandissima importanza nella scelta del taglio. Le gemme migliori, infatti, verranno tagliate “a faccette”, mentre si sceglierà un taglio “cabochon” per pietre meno trasparenti. Quest'ultimo taglio viene comunque sempre preferito quando la pietra presenta il fenomeno dell'asterismo.

Cenni Storici

Il nome rubino viene dal latino rubeus (rosso). È una gemma molto rara ed utilizzata sin dall'antichità, si trovano infatti bellissimi rubini in molti gioielli d'epoca. Tuttavia, non sempre tutto ciò che nei secoli è stato considerato un rubino si è rivelato poi essere realmente tale.
Oggi, i moderni mezzi gemmologici permettono di fare un'analisi accurata della pietra e di stabilirne la natura, altrimenti il rubino, soprattutto una volta tagliato, può essere confuso con spinelli o granati. Un caso clamoroso di “falsi rubini” è quello che riguarda i gioielli della corono britannica: i famosi “Rubino del principe nero” e “Rubino del Timur” si sono rivelati essere degli spinelli di elevata qualità.

Produzione Sintetica

Il rubino può essere trattato termicamente o anche prodotto sinteticamente. In particolare, essa è stata la prima gemma mai riprodotta in laboratorio. La prima sintesi si deve al francese Auguste Verneuil nel 1902. Egli brevettò un metodo che consiste nel fondere una polvere degli stessi elementi che in natura compongono il rubino, il prodotto della fusione si deposita su un supporto in costante rotazione dove si raffredda formando il cristallo. Le gemme prodotte utilizzando questo metodo sono facilmente identificabili come sintetiche, anche dopo il taglio, poiché presentano al loro interno linee curve di accrescimento.

Curiosità

Il rubino si utilizza principalmente in campo gemmologico, dove se ne esaltano bellezza e rarità tramite la produzione di gioielli unici. Tuttavia, il mercato del rubino non si limita alla sola gioielleria, esso infatti viene acquistato anche da collezionisti e da chi si occupa di cristalloterapia. In questo ultimo caso si preferiranno le radici di rubino.
Il rubino è la pietra di nascita del mese di Luglio e quella del quarantesimo anniversario di matrimonio.